I lupi sono come i gatti randagi delle colonie feline e non si possono spostare dal loro habitat naturale….con tutta la simpatia che abbiamo per la dottoressa Wally Cipriani Arcabaleno è dalla parte dei lupi.

Link per ingrandire

Sono riapparsi i lupi nella Valconca ed il Sindaco di Montefiore Conca esprime le sue preoccupazioni …..preoccupazioni un po eccessive che come associazione Arcabaleno non condividiamo perché siamo dalla parte dei lupi.

Maria Cristina Bazzotti ed il suo inseparabile cavallo.

Sui lupi abbiamo avuto una grande maestra la nostra Socia Onoraria professoressa riccionese Maria Cristina Bazzotti che abbiamo perso, con la sua morte il 1° Gennaio di quest’anno e che in merito ai lupi scriveva:
Storia di un lupo italiano
Nessun animale più del lupo, è stato odiato, calunniato e perseguitato dall’uomo. Braccato e sterminato per secoli senza pietà né quartiere, impiccato e impalato sulle pubbliche piazze, ucciso con ogni mezzo possibile: fucili, lacci, tagliole fino ai micidiali bocconi avvelenati, il lupo è stato trascinato quasi ovunque in Europa ai limiti della totale estinzione. Eppure a dispetto dell’odio e delle violenze di cui è vittima nonostante severe leggi che ( convenzione di Berna 1979 di cui l’Italia è firmataria e la nostra legge sulla caccia n.157 dell’1/02/1992) lo proteggono vietandone l’uccisione, la cattura, la distruzione delle tane e il commercio degli esemplari e dei loro derivati, nonostante l’incessante devastazione del suo ambiente naturale il lupo, l’ostinato, coraggioso, intelligentissimo, indomito lupo si è riaffacciato sulla nostra realtà grazie alla volontà di lungimiranti e volitivi esperti ed associazioni protezionistiche che attraverso un duro lavoro pionieristico e rigorosamente scientifico ne hanno ricostituito la popolazione autoctona.

La famiglia di lupi avvistata in Valconca

Ma ora che il lupo è ritornato a ululare nei nostri boschi, l’immagine fosca dei suoi attacchi agli armenti al pascolo libero si ripresenta (anche in zone antropizzate e talvolta sporadicamente vicino alle zone costiere in quanto cacciatore erratico ed opportunista) facendo nuovamente gridare: al lupo…al lupo! Come se esso seguisse un destino biologico ineluttabile e beffardo nella sua essenza di competitore dell’uomo… dal tempo dei tempi…dai giorni paleolitici delle prime cacce in branco degli uomini che videro nei lupi formidabili sottrattori di cibo .Sapremo continuare ad aiutarli a sopravvivere? Riusciremo a salvare uno dei predatori più leggendari, misteriosi e selvaggi che abbia mai popolato le nostre foreste?.. ascoltiamo allora la proposta di lupo Oscar che ci offre una fra le tante possibili soluzioni protezionistiche ed accessibil pensando ed investendo su di un futuro di Nuove Generazioni di Umani Sensibili.

Lupo solitario

INTERVISTA CON L’AUTRICE (da Il Resto del Carlino agosto 2003)
Al richiamo del lupo sull’Appennino abruzzese, parteciperà anche un’insegnante di Riccione. Mariacristina Bazzotti il 18 sett. Partirà assieme al dott. Duccio Berzi, direttore del CSDL (centro per lo studio del lupo di Moscheta- Mugello (FI) per effettuare wolf-howling. Si tratta di un monitoraggio del lupo nel suo habitat naturale anche a mezzo di ‘’trappole fotografiche’’ in grado di catturare spostamenti ed informazioni sui branchi che popolano il Parco nazionale d’Abruzzo. Ho voluto , visto che insegno scienze ed inglese, educare attraverso un progetto interdisciplinare che ho chiamato ‘’Salviamo Lupo Oscar’’, circa sessanta alunni, sulla conoscenza del lupo, in chiave scientifica e con l’ausilio dell’inglese (per contatti e testi originali) per ‘’sfatare l’iconografia negativa trasmessa dalla fiaba di Cappuccetto Rosso’’ ( intervistata da S.Vico)

Cover il Lupo e il Filosofo

Nel trotto del lupo c’è tutta la resistenza di chi sa che
Vivere significa procedere con passo leggero, regolare ed …instancabile.
Non sa bene dove sta andando…
Va, semplicemente, inseguendo una goccia di essenza,
un movimento nascosto, una scia di luce sottile.
Nel buio umido e muscoso della tana
forse può trovare pace, ma…d’un tratto sussulta, rizza un poco le orecchie…
Se ne esce strisciando il ventre…
Fuori, con zampe dritte e sicure,
…Annusa l’aria,
…un guizzo
e già non lascia dietro di sé che l’ INDIZIO DI UN’OMBRA. –QUESTO E’ IL LUPO.
(Wolf Oscar)
ABSTRACTS del progetto originale presentato al Congresso internazionale delle Foreste Casentinesi ‘’IL LUPO E I PARCHI, il valore scientifico e culturale di un simbolo della natura selvaggia’’ tenutosi a Santa Sofia il 12/13 Aprile 2002

In bocca al Lupo per salvare la sua prole

ASPETTI ETOLOGICI E MOTIVAZIONALI : IL LUPO E PERCHE’.
IL progetto ‘’ SALVIAMO OSCAR’’ prende l’avvio da una constatazione oggettiva dell’insegnante durante un’intervista a carattere di sondaggio estemporaneo condotta su campioni di alunni di età compresa fra i 6 e i 10 anni, motivata dall’esigenza di presentare le Scienze sorrette da un sustrato fortemente tecnico, ma al tempo stesso di facile accesso al grado di comprensione ed interiorizzazione dei giovanissimi discenti. Il sondaggio di cui sopra, seppur informale, evidenziava da subito, l’esigenza di creare un soggetto per cosi’ dire simbolico- proiettivo ,tuttavia realistico e reale da inserire come MEZZO TRANSIZIONALE nell’indagine scientifica a valenza didattica……….la capacità di astrazione e quindi di simbolizzazione dei…..ecc.

Coppia di lupi

-Nell’iconografia classica, IL LUPO era nel passato neanche troppo lontano, il portavoce ed ancora oggi purtroppo l’erede di false idealizzazioni opportunistiche e circostanziali, catalizzatrici di paradossi umani catalogabili nell’ambito di una considerazione psicoanalitica, come tranferts comportamentali negativi, da concretizzarsi in una figura TABU’ competitiva all’interno del consorzio umano dal tempo delle prime comunità di pastori del Paleolitico. LUPO dunque come STEREOTIPO di comportamenti umani errati ,se non aberrantii. LUPO come SCAPEGOAT dellla lussuria nell’assioma delle religioni monoteiste, così radicato nelle sue stigmatizzazioni generazionali, da entrare quasi a far parte del codice genetico dei nascituri.Ecco comparire allora come conseguenza di tutto ciò la figura del BA-BAU perturbante ed immortale: niente di più sbagliato in vista di una didattica razionale, onesta e riequilibratrice dei valori tassonomici nonché morali il cui corretto posizionamento nella scala etologica si rende indispensabile per ogni essere vivente.

Il lupo Bau Bau

Così l’insegnante procedendo con ‘metodo scientifico’ caratterizzato da rigore lessicale e sequenzialità,laddove essa sia possibile, cerca di presentare il LUPO al bambino ( il quale, in quanto tale, si nutre ancora di costrutti emotivi , fantasiosi, ma come già detto anche stereotipati) in maniera appetibile , seppure naturalisticamente corrretta.
Il LUPO asssurge nell’immaginario del bambino a figura TOTEM che viene tuttavia in questo specifico percorso didattico, RIPOSIZIONATA dall’insegnante, nell’ambiente naturale (habitat) del suo svolgersi biologico e biodinamico. IL LUPO offre altresì al bambino l’opprtunità di ipotizzare costrutti logico-cognitivi personali ai fini ambientalistici. In tale HUMUS PROPOSITIVO, il bambino si carica di una sorta di coscienza ambientalista imprescindibile per il futuro delle nuove generazioni, ma di cui in questa sede sarebbe pleonastico disquisire citandone la valenza coscienziale-formativa fondamentale.

Wolf “Oscar”

Considerando inoltre la personale convinzione della docente dell’importanza dell’INTERDISCIPLINARITA’ delle materie scolastiche, si vede come IL LUPO nella sua importanza faunistica, si riproponga quale presenza continua e via via sempre più complessa ‘ a seconda dei percorsi didattici caratterizzanti l’apprendimento delle varie classi del primo e secondo ciclo, spaziando da un ambito ad un altro offrendo continue suggestioni…………Nell’ambito antropologico come ‘’GIUSTIZIERE’’ di distorti significati attribuiti alla sua specie dalll’uomo, protagonista degli eventi storici( i.e Inquisizione ecc..) e come uno dei simboli del Pantheon sciamanico presso gruppi etnici non occidentalizzati e con differenti schemi comportamentali (i.e Inuit, Beela Coola, Assiniboine ecc.)……… Per ultimo, ma ciò sia ad arte e per conferire al LUPO una sua DIGNITA’ morale ( e con ciò non s’intenda solo la morale di tipo darwiniano, oppure la totale negazione della medesima come è il caso dei behaviouristi seguaci integerrimi e sordi della scuola del Chomsky) per dirla alla Masson, più tollerante delle specie diverse dalla nostra di Umani, che si abbevera alla sorgente del cuore e della letteratura perdendol il freddo, ma talvolta necessario, rigore scientifico e

Lupo “Oscar”

dove LUPO OSCAR APRE LA SCATOLA DEI SENTIMENTI proponendo attraverso ‘ libere creazioni ‘ poetiche degli alunni un album simpatetico di emozioni da condividere fra bambino e lupo, tra specie di ANIMALI DIVERSE che chiedono ( per giocare con il significato traslato, metaforico del verbo) ENTRAMBI di VIVERE SENZA ABUSI E SOPRUSI. Fare attenzione all’agguato di patetiche antropomorfizzazioni e’ fondamentale! Non meno importante attraverso LUPO OSCAR, ormai del tutto privo, grazie a questo progetto programmatico didattico, di valenze romantiche e fuorvianti, l’appropriazione da parte del bambino dell’ ACCETTAZIONE del DIVERSO evidenziando la pertinenza sociologica dell’integrazione nel consorzio umano comunemente accettato e riconosciuto nelle sue regole di convivenza, ( L’ HEIMISCH di Freud, per intenderc) dell’elemento ‘’ insolito’’ appunto l’ UNHEIMLISCH e ‘’ perturbante ‘’ per rendere con questo termine un significato piuttosto accettabile, ma non del tutto preciso, dell’aggettivo tedesco che è tale non per sua natura etimologica, ma solo a causa di inesattezze semantiche e di collocamento etnico-culturale attribuitegli dal concezionalismo globalizzante dellla nostra società.

LUPO OSCAR HA UN NOME proprio perché aldilà di ogni precisazione scientifica e dogmatica, resta e SOPRATTUTTO E’ UN ESSERE VIVENTE capace di forti emozioni e in grado di evocarne di altrettanto intense e complesse anche in ognuno di noi. LUNGA VITA AD OSCAR, allora!

L’Ululato di Lupo Oscar alla luna piena.

A LUPO OSCAR E A TUTTI I LUPI dedichiamo una intensa prosa di un autorevole poeta curdo che in maniera toccante descrive la vita del PERSEGUITATO
‘’IO, LUPO’’
ME NE VADO COSI’ DOVE LA LUNA
TOCCA IL SUOLO ED IL FREDDO SPACCA I CUORI.
NELLA NEBBIA LE MIE ZANNE
S’INFRANGONO SANGUINANTI NEI PENSIERI
DI UOMINI INCAPACI
DI CAPIRE,
DI SENTIRE,
CHE IO ,..LUPO
SEGUO UN CANTO NON CANTATO,
MA URLATO IN FACCIA ALLA VITA CHE SUSSULTA,
SI SPEZZA E SI APRE SU SENTIERI
TANTO LONTANI….PERSI….A TUTTI SCONOSCIUTI
CHE IO PERCORRO SILENZIOSO, AFFAMATO
BRACCATO, OFFESO, TORTURATO…
NON FELICE
NE’ INFELICE,
MA LUPO, SOLO LUPO
NELLA MIA FORZA E NELLA MIA STANCA DEBOLEZZA.UOMO, LASCIAMI ESSERE SEMPLICEMENTE LUPO
DI CIVETTA NOTTURNA.
Loewe G. Hagazin ( poeta della Resistenza curda )

Carlo Morigi in memoria della sua grande ispiratrice e Maestra Maria Cristina Bazzotti.

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