8 Marzo Festa di tutte le donne: Un omaggio particolare alla donna “Gattara”

Alla donna “gattara” dedichiamo un omaggio che vale più di un mazzetto di mimose, comprato in fretta da un rom, al semaforo della statale.

8 Marzo con i gatti

I GATTI E LE DONNE: UN’AMICIZIA ANTICA

Inutile negarlo: nell’immaginario collettivo da sempre la gattara è una donna. E anche se gli esempi maschili di amore per i gatti sono innumerevoli, la figura del gatto accomunato alla donna è sempre vivo.

Le teorie in proposito sono innumerevoli, e ognuna trova ferventi assertori quanto appassionati denigratori.

Cats lady vintage

Gli esteti, per esempio, cercano ragioni fondamentalmente “fisiche”: sia gatto che donna sanno essere dolci, avere movenze aggraziate ed eleganti e al contempo, all’occorrenza, saper sfoderare gli artigli. A riprova di questo hanno il trucco che le antiche Egizie applicavano agli occhi (trucco che poi è stato usato dalle donne nel corso dei millenni fino a oggi): sottili linee di kajal che rendevano i loro occhi simili a quelli dei gatti. Poco importa che le antiche Egizie usassero questo accorgimento sia per motivi di salute (il kajal era un medicamento che preveniva le infezioni agli occhi) che per fini estetici. I moralisti del medioevo accomunavano gatti e donne in senso negativo: entrambI I moralisti del medioevo accomunavano gatti e donne in senso negativo: entrambi incostanti, infedeli e assai poco affidabili (secondo loro).

Gattara vintage

Gli psicologi sostengono che le donne vedano nei gatti una proiezione dei bambini. In fondo un gatto adulto è grande grossomodo quanto un neonato, emette un verso simile al vagito, ha testa e occhi grandi che fanno tenerezza, lo si può tenere in braccio e cullare, dorme molto e quando gioca è buffo e divertente. Ma una gatta è anche molto prolifica, mamma gatta si prende cura dei propri piccoli e li difende strenuamente.

Per questo è stata considerata in passato simbolo di fertilità e per questo, secondo gli antropologi, le donne si rivedono in lei. E poi i gatti amano la comodità del focolare, regno incontrastato, secondo gli storici, delle donne. I più moderni cultori del new age affermano che le donne vedano nel gatto un’incarnazione dei loro ideali: creature capaci di amare e di stabilire forti legami, ma allo stesso tempo forti, libere e indipendenti, che non temono di esternare i propri sentimenti e non hanno bisogno di un capo.
La scrittrice Colette diceva che donne e gatti si somigliano perché “entrambi possono essere costretti a fare solo ciò che vogliono fare”. E poi ci sono quelle che amano i gatti senza chiedersi perché…

Alla donna “gattara” dedichiamo un omaggio che vale più di un mazzetto di mimose, comprato in fretta da un rom, al semaforo della statale.

 
ARCABALENO DA FOTOGATTI BLOG

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